Il regalo di Natale

| | ,

Quest’anno il regalo di Natale agli italiani è arrivato per tempo, una settimana prima con il Decreto Legge n.172 del 18 dicembre (sotto riportato), l’ennesimo, dopo quello indigesto del 2 dicembre, n. 158. Il decreto prevede la chiusura generalizzata per molte attività durate tutte le feste natalizie e di inizio anno, così il commercio e il turismo vanno a rotoli, portando verso la soglia della povertà chi ci lavora. Il Governo sinistra-pentastellato è molto attivo nel considerare la libertà dei cittadini come merce a sua disposizione, da trattare e impiegare a piacimento, con il ritornello che i ristoratori hanno imparato a memoria: “ Oggi chiudi, domani non se ne parla, dopodomani riapri, ma con la saracinesca a metà, se stai bravino, forse, riapri tra un po’..”.

Siamo ritornati di colpo nel basso medioevo, sotto il giogo di una casta prevaricatrice, per il nostro bene, dicono loro. Supportata dai giullari di corte, vedi i commenti drammatici dei TG e dei giornaloni nazionali tutti impegnati a sorreggere tale impostazione (guarda cosa si deve fare per avere i contributi pubblici), stile Corea del Nord. Ci si chiede quali siano le pezze d’appoggio utilizzate per incidere così fortemente sulle nostre libertà individuali, con provvedimenti peggiori del regime fascista? Non si sa, sono sconosciute. Dovrebbero essere contenute nelle premesse di ogni atto di legge, ma nulla è riportato. La formula dovrebbe essere quella di rito per uno stato di diritto: faccio così perché c’è questa situazione documentata e rilevata da chi ha competenza tecnica. Bene, se si guardano le premesse dei Decreti non c’è traccia di una pezza d’appoggio, di una relazione o un verbale di un organo tecnico competente in materia. I politici sono politici, il ministro della salute è laureato in storia, come quello dell’economia, altri non sono nemmeno laureati, per cui non si capisce quali titoli abbiano per valutare e decidere di segregare le persone in questo modo. Non che sia una novità, un po’ tutti ci hanno provato nei secoli, per cui anche Conte, Di Maio, Speranza e Zingaretti devono avere la loro possibilità. A noi interessa capire se è fondata la pretesa. E’ il caso di vedere i dati statistici del fenomeno epidemico, che purtroppo tengono riservati, come fossero il segreto di Fatima. L’Istat ha smesso di essere solerte nell’aggiornamento sui decessi, che è il principale indicatore di rischio, affidabile e certo. Però, chi cerca qualcosa trova che aiuta a capire cosa sta succedendo in Italia e in Europa, come in questo grafico.

Si vede che in Europa c’è stato un secondo picco di decessi in autunno, simile come intensità ai picchi influenzali annuali ricorrenti, in fase di rientro. Andamento simile in Italia, con l’unica nota negativa che questa volta sono stati toccati anche un po’ di cinquantenni, che a marzo aprile erano usciti indenni, come i giovani che continuano fortunatamente ad essere non toccati da questa epidemia. Ad essere in pericolo sono sempre gli anziani, che a parole del governo e delle regioni dovrebbero aver avuto un miglioramento nell’assistenza sanitaria diretta sul territorio. Da questi dati emerge che entrambi i livelli di responsabilità non hanno conseguito il risultato prefissato, ammesso che lo abbiano cercato. Sui casi accertati di contagio in Italia è molto interessante capire il livello di effettiva pericolosità del virus Sars-covid-2. Sono stati rilasciati ieri dall’Istituto superiore della sanità dei numeri in un rapporto dove è contenuto questo grafico, che è da leggere e capire bene. La quota di decessi è molto bassa (infatti la letalità è molto ridotta, sotto all’1%, diventa importante solo per le persone anziane, con più patologie), gli asintomatici e quelli con sintomi lievi, che sono la gran parte, non hanno particolari problemi. Il sistema sanitario nazionale conosce questi dati, per cui dovrebbe attrezzarsi per affrontare quella quota di persone che hanno bisogno di aiuto, soprattutto a casa loro, senza intasare i pronto soccorsi. Invece, poco è stato fatto per la sanitaà territoriale e molto è stato speso. Allora perché rinchiudere tutti gli italiani? Evidentemente sono motivazioni politiche, non sanitarie.

 


DECRETO-LEGGE 18 dicembre 2020 , n. 172

Ulteriori disposizioni urgenti per fronteggiare i rischi sanitari connessi alla diffusione del virus COVID-19. (20G00196)

 Vigente al: 25-12-2020

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

  Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione;

  Visto l’articolo 16 della Costituzione,  che  consente  limitazioni della liberta’ di circolazione per ragioni sanitarie;

  Visto il decreto-legge  25  marzo  2020,  n.  19,  convertito,  con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2020,  n.  35,  recante  «Misure

urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19»;

  Visto il decreto-legge  16  maggio  2020,  n.  33  convertito,  con modificazioni, dalla legge 14 luglio 2020, n. 74, recante  «Ulteriori

misure  urgenti  per  fronteggiare  l’emergenza   epidemiologica   da COVID-19»;

  Visto  il  decreto-legge  2  dicembre   2020,   n.   158,   recante disposizioni urgenti per fronteggiare i rischi sanitari connessi alla

diffusione del virus COVID-19;

  Viste le delibere del Consiglio dei ministri del 31  gennaio  2020, del 29 luglio 2020 e del 7  ottobre  2020,  con  le  quali  e’  stato

dichiarato e prorogato lo stato di emergenza sul territorio nazionale relativo al rischio sanitario connesso  all’insorgenza  di  patologie

derivanti da agenti virali trasmissibili;

  Vista la dichiarazione dell’Organizzazione mondiale  della  sanita’ dell’11 marzo 2020 con la  quale  l’epidemia  da  COVID-19  e’  stata

valutata  come  «pandemia»   in   considerazione   dei   livelli   di diffusivita’ e gravita’ raggiunti a livello globale;

  Considerato  l’evolversi  della  situazione  epidemiologica  e   il carattere particolarmente diffusivo dell’epidemia;

  Ritenuta la straordinaria necessita’  e  urgenza  di  integrare  il quadro delle vigenti  misure  di  contenimento  alla  diffusione  del

predetto virus in occasione delle festivita’ natalizie  e  di  inizio anno nuovo, adottando adeguate ed immediate misure di  prevenzione  e

contrasto all’aggravamento dell’emergenza epidemiologica;

  Vista la deliberazione del Consiglio dei ministri,  adottata  nella riunione del 18 dicembre 2020;

  Sulla proposta del Presidente del  Consiglio  dei  ministri  e  del Ministro della salute di concerto con  il  Ministro  per  gli  affari

regionali e le autonomie e con  il  Ministro  dell’economia  e  delle finanze;

                                Emana    il seguente decreto-legge:

                               Art. 1

  Misure urgenti per le festivita’ natalizie e di inizio anno nuovo

  1. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 1,  comma  2,  del decreto-legge  2  dicembre  2020,  n.  158,  nei  giorni  festivi   e

prefestivi compresi tra il 24 dicembre  2020  e  il  6  gennaio  2021 sull’intero territorio  nazionale  si  applicano  le  misure  di  cui

all’articolo 3 del decreto del Presidente del Consiglio dei  ministri 3 dicembre 2020; nei giorni 28, 29, 30 dicembre 2020 e 4 gennaio 2021

si applicano le misure di cui all’articolo 2 del medesimo decreto del Presidente del Consiglio  dei  ministri  3  dicembre  2020,  ma  sono

altresi’ consentiti gli spostamenti dai comuni  con  popolazione  non superiore a 5.000 abitanti e per una  distanza  non  superiore  a  30

chilometri dai relativi confini, con esclusione in  ogni  caso  degli spostamenti  verso  i  capoluoghi  di  provincia.  Durante  i  giorni

compresi tra il 24 dicembre 2020 e il  6  gennaio  2021  e’  altresi’ consentito lo spostamento verso una sola abitazione privata,  ubicata

nella medesima  regione,  una  sola  volta  al  giorno,  in  un  arco temporale compreso fra le ore 05,00 e le ore 22,00, e nei  limiti  di

due persone, ulteriori rispetto a quelle ivi gia’  conviventi,  oltre ai minori di anni 14 sui quali tali persone  esercitino  la  potesta’

genitoriale e alle persone disabili o non autosufficienti conviventi.

  1. Durante l’intero periodo di cui al comma 1 restano  ferme,  per quanto non previsto nel presente  decreto,  le  misure  adottate  con

decreto  del  Presidente  del  Consiglio  dei   ministri   ai   sensi dell’articolo 2, comma 1, del decreto-legge 25  marzo  2020,  n.  19,

convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2020, n. 35.

  1. La violazione delle disposizioni  del  presente  decreto  e  di  quelle del decreto-legge 2 dicembre 2020, n. 158,  e’  sanzionata  ai

sensi dell’articolo  4  del  decreto-legge  25  marzo  2020,  n.  19, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2020, n. 35.

 

                               Art. 2

Contributo a fondo perduto da destinare all’attivita’ dei servizi  di  ristorazione.

…omissis..

                          Entrata in vigore

  1. Il presente decreto entra  in  vigore  il  giorno  successivo  a quello  della  sua  pubblicazione  nella  Gazzetta  Ufficiale   della

Repubblica italiana e sara’ presentato alle Camere per la conversione in legge.

  Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito nella Raccolta degli atti normativi  della  Repubblica  italiana.  E’

fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

    Dato a Roma, addi’ 18 dicembre 2020

                             MATTARELLA

                                Conte, Presidente del  Consiglio  dei   ministri

                                Speranza, Ministro della salute

                                Boccia,  Ministro  per   gli   affari regionali e le autonomie

                                Gualtieri, Ministro  dell’economia  e delle finanze

 

Precedente

La squadra di Biden. Le sabbie mobili in medio-oriente

In ricordo di Giorgio Galli

Successivo

Lascia un commento