Si vota per cambiare, si spera, in meglio questa Unione Europea

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Si vota finalmente per cambiare questa UE, si spera in meglio. Il voto però è solo per il Parlamento europeo, sabato 8 e domenica 9 giugno 2024, oltre che per oltre 3700 comuni e le Regione Piemonte. I media diffondono notizie negative di  fuga dai seggi da parte degli scrutatori e si teme anche quella degli elettori, sempre più disorientati da questa politica urlata e poco ragionata.

L’Istituto Studi Politici Giorgio Galli, ISPG, ha organizzato un incontro (qui il link) per analizzare e riflettere sulla situazione politica attuale e sul voto, con l’intervento di autorevoli analisti della politica come l’Ambasciatore Sergio Vento, gli storici Aldo Mola e Stefano Bruno Galli, il politologo Antonio Agosta e il saggista Mauro Tonino.

La registrazione è disponibile a questo link

È emerso chiaramente che il pericolo è quello di sottovalutare l’importanza di questo voto, necessario a far cambiare direzione a questa Unione Europea che si è dimostrata fortemente inadeguata ad affrontare le varie crisi internazionali, prona ai diktat provenienti da oltre atlantico, ma vessatoria nei confronti dei cittadini italiani con continue nefaste normative, come quelle per la transizione ecologica e la riconversione green.

Si riportano, qui di seguito, i grafici e le mappe esposte nella relazione di apertura, una veloce disamina introduttiva sul contesto geopolitico, la forza economica degli attori in campo, in particolare sulle guerre ai confini dell’Europa. Si osserva che storicamente è sempre stata l’Europa ad aggredire la Russia, prima con Napoleone, poi con la guerra in Crimea nel 1853, infine con Hitler ed ora fomentando la polveriera Ucraina oltre ogni misura.

Anche nel Mediterraneo orientale la guerra è stimolata dalle ricchezze energetiche scoperte negli ultimi dieci anni. Nelle immagini si vedono i giacimenti dove Egitto, Israele, Turchia, Libano hanno messo le loro bandiere, anche Gaza potrebbe essere ben messa, ha i giacimenti di gas davanti alle coste, che sono stati subito bloccati da Israele. Le guerre hanno un denominatore comune: il gas, che sta sostituendo il petrolio, come importanza strategica. Non poteva mancare un momento di riflessione sulle parole utilizzate dal presidente Mattarella nel suo messaggio ai Prefetti del 2 giugno scorso: le parole pesano e svelano un “pensiero” che è strettamente personale e quindi oggetto di valutazione.

Nelle altre slide si affronta la natura di questo Parlamento europeo, che ricopre un ruolo marginale nella UE, ma importante per avviare tutto il meccanismo di rinnovo delle cariche nelle sette grandi Istituzioni europee. L’intervento è dal minuto 1 al minuto 37, seguono le interessanti opinioni di Sergio Vento, Aldo Mola, Mauro Tonino, Stefano Bruno Galli, Antonio Agosta e il dibattito finale.

Domenica notte si avranno i risultati  della competizione elettorale, invece per i risultati politici bisognerà attendere qualche giorno, con la formazione dei gruppo politici europei e la caccia ai voti per sostenere le proposte di presidenza della futura Commissione. Il 27-28 giugno si riunirà il Consiglio UE, allora si capirà che piega prenderà la futura Unione, se di continuità o di rottura con il passato.

Daniele Vittorio Comero

Slide relazione:

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