Macchine Spirituali 2°

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(Parte seconda)

Nella prima parte – qui il link– si è visto che le future Macchine spirituali saranno basate sul modello umano, migliorato e potenziato con numerosi algoritmi paralleli, con guadagni di velocità e capacità, i circuiti elettronici e fotonici soppianteranno ampiamente i processi cellulari basati sul carbonio. Si arriverà al punto che l’intelligenza delle macchine pretenderà di essere l’unica intelligenza “umana”. Gli impianti neurali aumenteranno enormemente le abilità cognitive e percettive umane. Avverrà il salto quantico. La mente umana potrà essere letta a distanza, scansionata.

Alcuni illustri giuristi riuniti il mese scorso all’Università Santa Croce di Roma avvertirono la deriva alla quale la cd. Intelligenza artificiale (che è diversa dalle Macchine Spirituali) può condurre. A buon auspicio dettero alla riunione (E. Novi, “Vieteremo ai giudici di farsi scrivere le sentenze dai robot”, Il Dubbio, 16 aprile 2024) la connotazione internazionale di G7 delle avvocature, e si dedicarono al nobile tema della “intelligenza artificiale e i valori democratici: etica, innovazione tecnologica e tutela dei diritti della persona”. Il Sottosegretario alla Presidenza puntò il dito sul pericolo che la tecnologia si trasformi in arma, divenga strumento di manipolazione in mano all’autorità, e informò che “è in fase di elaborazione un DDL governativo che fisserà . . . i limiti del ricorso all’intelligenza artificiale nella giustizia”. “Non può esistere”, disse, “che il giudice chieda all’intelligenza artificiale di scrivere la sentenza”. Il viceministro della Giustizia osservò che “si deve prevedere l’uso dell’Intelligenza Artificiale nell’attività giudiziaria esclusivamente… per l’organizzazione”, la ricerca, gli orientamenti interpretativi. Certo. Però i giudici umani neppure sono perfetti, e raramente rispondono ai requisiti di impeccabile integrità, fermezza, coraggio, equilibrio, equanimità, indipendenza, empatia umana, esperienza di vita. Le Macchine Spirituali potrebbero avvicinarsi a questi ideali.

L’umanità è quasi giunta al limite della penetrazione nei misteri della Natura. Le Macchine Spirituali potrebbero essere un baluardo per bloccare l’impulso di spingersi oltre, tentare la scalata della inespugnabile ultima cittadella, la creazione di uomini in laboratorio secondo fabbisogno: membri intellettuali, lavoratori di campi e fabbriche, improduttivi terziari, urlatori generici, soldati per le mille guerre, ed esseri destinati all’allevamento per essere squartati e utilizzati come organi di ricambio. La Macchina Spirituale riporterà forse l’uomo alla consapevolezza di condotta etica e timorosa di Dio. Fra le sue priorità potrebbe restituire all’umanità la consolazione delle religioni, rendendole però scevre da pretestuose pretese assolutistiche. Come diceva G.B. Shaw: “La religione è una grande forza, l’unica forza realmente motivante nel mondo; ma quello che la gente non comprende è che occorre avvicinarsi a un uomo attraverso la sua non la propria religione1.  In seimila anni di storia scritta, l’uomo ha inventato la dinamite, la bomba atomica, gli aerei supersonici. Ha fatto quattro passi sulla luna. Dopo stermini, atrocità, inganni e tradimenti le Macchine Spirituali potrebbero creare attraenti alternative alle macellerie fisiche, con composizione realistica e logica delle ostilità fra i popoli, contando gli eserciti e arsenali, aerei, missili, navi e sommergibili, alimentando i dati in elaboratori, e calcolando le capacità dei contendenti, mettendo sulla bilancia anche lo spirito combattivo, la disponibilità al sacrificio, la convinzione nella propria causa, la percezione di diritto ed equità, e identificando l’esito probabile dello scontro armato. Gente razionale (non è purtroppo caratteristica umana) dovrebbe capire l’inutilità di sanguinose guerre quando si sa in partenza che sono destinate a essere perse, e che l’unica cosa logica da fare è concentrarsi sul negoziato. L’idea non è nuova. Vi ricorrevano occasionalmente i condottieri italiani: prima di ingaggiare battaglia effettuavano, con i capi avversari, la verifica della reciproca probabilità di vittoria o sconfitta e, senza combattere, si accordavano scambiandosi appannaggi, terre, popolazioni, versando riscatti e conguagli (magari arrangiando matrimoni quando era coinvolta l’Austria Felix).2 Un metodo economico, veloce, e intelligente. Non riuscì ad affermarsi perché non c’erano in numero sufficiente capitani dalla requisita apertura mentale. Con le Macchine Spirituali, l’idea potrebbe avere fresca opportunità, e prendere nuovo slancio.   La giustizia potrebbe diventare uno dei primi campi dell’attività umana presa in carico dalle Machine Spirituali. Il compito di gestire la giustizia è troppo difficile per le limitate capacità della mente umana.  Quando le macchine avranno imparato a creare conoscenza senza intervento umano non resterà ai giudici umani altra scelta che quella di passare il testimone.3 Le Macchine Spirituali gestiranno i processi del futuro, con la scansione della mente,4 le parti non potranno più mentire, i fatti saranno noti, le leggi e i regolamenti immediatamente disponibili. I processi si concluderanno velocemente, con poca probabilità di errori. Le macchine applicheranno correttezza e buona fede. Finirà la piaga della turpe violazione dell’ottavo Comandamento, degli imputati che invocano l’imbroglio della privacy per non confessare i loro misfatti. La privacy peraltro non è più esistente, spazzata via dalla sorveglianza universale (Echelon e progenie).5    Fenomeni come quelli denunciati da Ferdinando Imposimato di processi che non rispecchiano la realtà, la sottrazione di maggiori indagati ai giudici naturali per affidarli a corti più facilmente influenzabili, la dilatazione dei tempi e la dispersione delle prove, la “doppia magistratura che inficia la normale amministrazione democratica”, si ridurrebbero o sparirebbero del tutto. Le macchine sarebbero veloci, invece di rinvii di anni e decenni le attese sarebbero di secondi. I contendenti potrebbero chiedere pareri sull’esito e le macchine produrrebbero verdetti utilizzando i fatti, applicando le leggi, i precedenti e gli elementi meno tangibili come la correttezza commerciale, la buona fede e l’onestà.6 Molti desisterebbero dal portare avanti le cause e si accorderebbero stragiudizialmente. Per le cause che andrebbero avanti, l’istruttoria si appoggerebbe sulla scansione della mente di attori, convenuti, accusati e testimoni, e sull’osservazione del comportamento processuale dei litiganti.7

Le Macchine Spirituali potrebbero contribuire nel rinchiudere in gabbia i creatori di strumenti finanziari di truffa, il ladronesco abuso delle oscillazioni del valore dei titoli in rialzo e ribasso, imbroglio che rende possibile il cambio di mano di denaro senza giusta causa, un tempo giustificato come scommessa, oggi non più tale in quanto la vincita è assicurata ai furbi, la perdita agli sprovveduti. Le Macchine Spirituali potrebbero fare ritornare gli acquisti di valori mobiliari alla connotazione per la quale furono creati, l’investimento in buona fede, duraturo nel tempo, e a sprangare la porta alla cartolarizzazione fraudolenta, gli insidiosi CDO e CDS che sono peggio della carta-moneta contraffatta. Altri campi, fra i numerosi, di impiego delle Macchine Spirituali potrebbero essere di rendere più sicura la circolazione stradale con norme auto-operative, auto-esecutive e auto-punitive8, di migliorare l’assistenza sanitaria e di bloccare gli sviluppi inappropriati di software in campi vietati (quali quello di eludere i diritti di proprietà intellettuale)9.

Illusioni? L’umanità finirà col dover dare credito a Max Planck il quale osservò: “La scienza non risolverà l’ultimo mistero della natura perché in ultima analisi siamo noi stessi parte del mistero che vogliamo risolvere”.

                    Nicola Walter Palmieri


1 Le drammatizzazioni delle scuole di Pioltello e Soresina, la sostituzione delle figure di Maria e Giuseppe con genitori omosessuali al presepe finirebbero in ilarità.

2 La messinscena di una battaglia si concludeva in pochi minuti, dopo avere sacrificato alcuni soldati per rendere plausibile il compromesso raggiunto.

3 Le macchine avranno letto, e avranno immediatamente accessibili, tutti i testi legali e tutte le sentenze, di tutto il mondo.

4There have been rulings on legal discovery of the mind file”, Kurzweil, cit., p. 246.

5 V. Scott McNealy: “Get over it, You have zero privacy anyway”.

6 Il sistema non dovrebbe ubbidire a un divieto di interpretazione quale quello che futilmente tentò di imporre Giustiniano, ma avrebbe la potenzialità di dare di tutta l’enorme massa di dati e informazioni una interpretazione univoca.

7 Questo varrebbe sia per le cause civili sia per i procedimenti penali anzi questi si snellirebbero con la lettura della mente degli imputati.

8 In modo che nessun guidatore possa circolare senza patente o scaduta, i guidatori in stato di ebbrezza o sotto l’effetto droga o altrimenti  incapacitati  impediranno l’avvio del veicolo, le auto saranno equipaggiate a leggere segnali e cartelli stradali, impedite fisicamente dal trasgredire, impossibilitate dal procedere a velocità superiore a quella prescritta, a violare semafori e precedenze, i veicoli inaffidabili alla circolazione o non in regola amministrativamente fermate, v. Nicola Walter Palmieri, Le crisi. Natura e gestione, Padova: CEDAM, 2001, pp. 369-372. (Confronto negativo il colossale archivio-bidone delle sostanze chimiche europee REACH, inutile zelo burocratico: l’industria chimica europea era già ottimamente regolata, v. Nicola Walter Palmieri, Europa di ieri o del futuro, Bologna: Pendragon, 2018, pp. 147-164, id. p.411.

9 La Stanford University sviluppò anni fa un software capace di analizzare i dati di brevetti che si volevano aggirare, scrivendo programmi che creavano, con breeding, percorsi alternativi per ottenere soluzioni uguali al brevetto esistente, senza infrangerlo. Non è in buona fede, ma con gli importanti vantaggi in gioco, l’industria disonesta si presta a lasciarsi disinvoltamente indietro la correttezza.

 

CDO (https://www.treccani.it/enciclopedia/cdo_(Dizionario-di-Economia-e-Finanza)/

 

 

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