SCENARI economici

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Gli scenari geopolitici, mai come ora, sono da ridisegnare[1], qui se ne propongono alcuni derivati anche da analisi geopolitiche a breve termine del Sistema Socrates di intelligenza Artificiale.

Guerra in Ucraina

La UE e la NATO spingono disperatamente per la guerra[2] contro la Russia, pur non avendo forze e risorse militari terrestri di rilievo, solo una buona superiorità aerea e navale, che forse non conterebbe abbastanza nelle pianure russe e siberiane. La Nato, una struttura finanziata dai Paesi membri, sa che in caso di una pace duratura perderebbe molti fondi e di importanza. Molti commentatori americani di geopolitica (Mearsheimer e altri) invece ritengono che un trattato di pace stabile imposto dagli USA all’Ucraina, potrebbe provocare l’implosione delle strutture sovranazionali della UE di Maastricht. Da qui il proliferare di messaggi politici delle varie agenzie governative o Internazionali (NATO, UE, etc ),  per incutere paure e timori, necessari per avere consistenti flussi di denaro e giustificare la loro esistenza.

Moneta Digitale

La guerra produce sempre fughe di capitali, per cui la UE e la BCE potrebbero introdurre la CBDC, Central Bank Digital Currency, così senza il contante, il gettito fiscale potrebbe aumentare del 30%. I soldi sarebbero controllati da algoritmi tipo blockchain, la Banca e quindi il Governo, saprebbero come il cittadino spende i soldi. In realtà già oggi la valuta è usata digitalmente, con le Carte di Credito. Ma gli euro digitali governativi, associati alla identificazione del cittadino, potrebbero indurre i Governi a mettere mano alla capacità di spesa dei cittadini, a curiosare nel loro portafoglio[3]. Va da sé che gli acquisti o vendite di beni finanziari o meno, opere d’arte, metalli, sarebbero maggiormente controllati. Per ora, Trump si è dichiarato contrario al dollaro digitale e quindi per almeno i prossimi 3 anni, questo progetto non avverrà negli USA. Potrebbe diventare un’altra divergenza finanziaria tra UE e USA, ovviamente a scapito della UE, che non considera i flussi di capitali internazionali, arabi, orientali, sudamericani che scapperebbero dagli investimenti nell’euro. Si vedrà cosa studieranno. In questo scenario le ripercussioni finanziarie consiglierebbero ai cittadini di favorire investimenti in prodotti store of value cioè azioni e obbligazioni di settori privati – aziende – o beni tangibili, oro, metalli, etc.

Debito

La maggiore minaccia all’economia è il mercato dei Titoli di Debito, perché quello cumulato mondiale già oggi supera di tre volte il PIL mondiale. I Governi continuano a emettere titoli di Debito per creare moneta ma la spirale sta andando fuori controllo, creando un’inevitabile pericolo di crollo della finanza a lungo termine. Le Nazioni vanno in default (fallimento) quando dovendo rimborsare vecchi Titoli in scadenza, i nuovi Titoli emessi per sostituirli non trovano acquirenti, o se li trovano, gli acquirenti chiedono un Tasso elevato. Basta pensare ai Titoli di un Paese in guerra: chi li comprerebbe sul mercato libero? Ecco perché una ristrutturazione dei Titoli esistenti a una scadenza più lunga (50 – 100 anni) permette agli Stati di non rimborsare il capitale. IL mercato privato delle azioni aziendali (stock market) invece resterebbe abbastanza libero, ma fra tutti, vista la situazione della UE, il vero mercato, sarebbe quello Americano. Oggi il Dow Jones è a 40.000 e si prevede raggiunga 65000 per il 2032. Questo incremento forse ingloberà in parte la svalutazione delle monete. L’America sarebbe percepita come rifugio, visto che la guerra in Europa distrugge la fiducia nel sistema, quindi i capitali internazionali scapperanno, come avvenne dopo la Prima Guerra Mondiale e fino al 1929/30. Adolf Hitler con la crisi economico-finanziaria in Germania nel 1932 prese il 35% dei voti, entrò nel Parlamento in carrozza e poi divenne cancelliere nel gennaio del 1933.

America

Gli USA sono oberati dall’enorme Debito Pubblico e dagli interessi da pagare su questo, che superano le spese della Difesa. La situazione, come noto, fu innescata anni fa dalla globalizzazione, che consentì alle imprese americane di de-localizzare le produzioni dove i costi erano inferiori, pur mantenendo però il controllo finanziario a Wall Street.  Una volta Wall Street era basata su azioni di imprese USA che lavoravano negli USA, oggi su azioni di aziende USA che producono in Oriente, India, etc. Le aree industriali americane in questi 20 anni sono diventate un deserto di ruderi e la povertà dagli anni Novanta si è notevolmente diffusa. La Casa Bianca oggi cerca disperatamente di invertire il processo, riportando aziende manifatturiere americane negli USA con i dazi sulle importazioni dagli altri paesi. I dazi sono una tassa indiretta sui consumatori: chi vuole un’auto tedesca (fatta in EU o in Messico) allora paga dazio. Per gli USA, l’unico modo di invertire la tendenza[4] è che il suo tasso di crescita del PIL superi il tasso dei Titoli di debito. Se la differenza attiva fra questi due parametri fosse circa uguale al tasso di inflazione strutturale, forse la situazione si riequilibra, l’economia americana riprenderà slancio.

BRICS

La rivalità multipolare mondiale esiste e va gestita. Gli USA prevedono di istituire un nuovo G5, dove siano presenti solo USA, Russia, Cina, Giappone e India. Gli Europei non sono contemplati in questo Super Club economico e finanziario. Quindi, al di là delle voci sul declino del dollaro, nei prossimi anni gli USA potrebbero resistere, soprattutto se fossero disimpegnati da costosi obblighi politici e militari.

 Fabrizio Gonni

ingegnere, MBA Bocconi, componente dell’Istituto Studi Politici Giorgio Galli

[1] Gli obiettivi di una guerra possono essere principalmente due:

  1. si crede al mito dell’implosione della Russia e quindi del suo frazionamento in repubbliche diverse (modello Jugoslavia) e così, con molti governi deboli, l’Occidente potrebbe impadronirsi dei 75 Trilioni di $ delle risorse minerarie.
  2. i Paesi in guerra potrebbero ristrutturare tutti i Debiti Pubblici. I Paesi EU e l’UK per non fare default sul Debito, potrebbero allungare il rimborso dei capitali (rimborso a 100 anni…), corrispondendo solo gli interessi, che ovviamente sarebbero nel futuro annullati dalla inflazione.

[2] Nel 2026 potrebbe essere concordata una condizione di pace. Forse anche per gennaio o febbraio 2026.  Il piano UE sarebbe di schierare forze militari come peace keepers. Questa presenza probabilmente potrebbe provocare un evento false flag, cioè una provocazione da attribuire alla controparte, per riprendere la guerra. Se gli USA dovessero essere per forza coinvolti, sarebbe la III Guerra Mondiale, anche perché non si può credere che i Cinesi starebbero fermi, perché sanno che i prossimi obiettivi sarebbero loro.

[3] Trump sostiene la Stablecoin, una criptovaluta legata al dollaro (1 Stablecoin = 1 dollaro).  Come si potrebbe emettere? dovrebbe avere un corrispettivo in dollari; quindi, la soluzione semplice sarebbe di legarla ai Titoli di debito, i Treasury Bonds. Potrebbe, a differenza dei Bitcoin e altri, essere anche uno “store of value”, riserva di valore per via del rapporto fisso. Esempio teorico: una Banca qualsiasi ha un deposito di Titoli di 10 miliardi, potrebbe emettere 10 miliardi di Stablecoin. Pertanto, in questa ipotesi teorica, potrebbe essere una “moneta privata“ emessa dai sottoscrittori del Debito, cioè Banche e Fondi.

[4] Trump progetta anche di attirare imprese europee o loro stabilimenti produttivi negli USA, assegnando enormi sgravi fiscali. Consente a cittadini europei di avere la green card per trasferirsi negli USA, se investono almeno un milione di dollari. Cerca persone con titoli di studio e disponibilità economica, non i migranti del confine messicano.  Insomma, una politica per aumentare la produzione e quindi la componente industriale del PIL americano, con meno consumi di beni esteri. L’ultimo trimestre ha visto un incremento del PIL americano di quasi il 4%.

Come già detto, con il presente sistema monetario – liberistico – i Paesi falliscono quando le emissioni dei loro Titoli non sono più acquistate sui liberi mercati finanziari e dai risparmiatori. E questo fa pensare a un futuro intervento delle Banche Centrali nella produzione di moneta attraverso i Titoli di Debito

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2 commenti su “SCENARI economici”

  1. La guerra è follia . L’Euro e la UE ci ha tolto la sovranità rendendoci succubi di politiche dannose e deleterie inibendo la possibilità di sviluppo e favorendo trafficanti e faccendieri . Bisognerebbe riprendere il controllo della moneta .
    Diversamente andremo incontro ad un inesorabile declino .

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