Ieri si è appreso che l’Unione Europea sta per prendere una decisione pesante in termini giuridici contro la Russia, per congelare e mettere le mani sui suoi fondi depositati nelle banche in Europa, appellandosi all’art. 122 del Trattato[1]. I soldi sono tanti, circa 210 Mld di euro, la tentazione è forte e Ursula V.d.L. con i Capi dei Paesi Volenterosi non resistono, si dicono disposti a tutto per aiutare l’Ucraina, anche a manipolare il diritto fino a rovesciarlo come un calzino, basta leggere il testo dell’art.122 in nota per capire l’azzardo. Il punto è che, per molto meno, ci sono state delle Guerre mondiali. Ma, che cos’è questo Stato? Sulla stampa europea si parla sempre bene di Zelensky, del suo governo e della sua ossessiva ricerca di soldi. Però, i giornali e i TG, sull’Ucraina sono avari nel dare dati economici e statistiche, forse è il caso di provare a cercarli sul web, mediante AI[2], per avere una visione economica strategica. Il tasso di cambio fra dollaro USA e la grivnia ucraina è attualmente di 42 grivnie per dollaro, pari a circa 49 contro l’euro; quindi, una nostra moneta da 1 € vale circa 50 grivnie. I redditi in Ucraina:
- lo stipendio medio mensile in Ucraina è di circa 510€ (circa 25-26.000 grivnie), con variazioni[3] a seconda della dimensione dell’azienda e del settore lavorativo;
- il salario minimo in Ucraina è di circa 196€ al mese, in aumento (circa 210€) entro la fine del 2025, vorrebbe dire che un salariato di basso livello vivrebbe con 2600 € all’anno;
- i dati sul PIL sono interessanti, circa 191 miliardi di dollari USA nel 2024, un valore in crescita rispetto al 2023, quando era di 181,22 miliardi di dollari, le previsioni per il 2025 indicano un PIL inferiore a causa delle difficoltà strutturali per la guerra; il PIL pro capite è di 2.219 dollari (2024), settori principali: servizi (68% del PIL), industria (22%), agricoltura (10%);
- inflazione, 12% (2024), debito pubblico, 91% del PIL (2024).

Una altra ricerca riporta altri dati sull’economia ucraina, che dimostra resilienza nonostante la guerra, con crescite positive nel 2023 e 2024. L’Ucraina e le spese militari: sono circa 65 miliardi di dollari nel 2024, pari a 5,3 miliardi al mese, in linea rispetto al 2023, secondo altre stime, spenderebbe invece circa 10 miliardi di dollari al mese per la guerra, mentre il sostegno occidentale si aggirerebbe intorno ai 17 miliardi di dollari al mese. Saltano all’occhio queste spese militari, 10 Mld al mese sono 120 Mld in un anno, con un PIL annuale di 190 Mld. Le spese militari sarebbero circa il 63% del PIL, coinciderebbero con la percentuale delle “spese per servizi“. Se fosse così, sarebbero inerenti solo al costo del personale militare; infatti, le forniture di armi e sistemi d’arma, consegnate gratuitamente dalla NATO, contabilmente possono essere considerate “partite di giro“, in entrata e uscita e quindi non a carico dell’Ucraina. Però il dato economico sul sostegno mensile degli Occidentali, pari a 17 miliardi di dollari al mese – se fosse vero – ammonterebbe a 204 miliardi di dollari all’anno, pari al PIL del Paese, come se fosse totalmente mantenuta dai contributi dei Paesi Occidentali. Per fare un raffronto, si propongono i dati[4] di un piccolo paese balcanico, il Montenegro, che riporta dati economici con lo standard occidentale. Però, qualcosa non funziona, i dati ufficiali dicono che il PIL pro capite del Montenegro è di 8.500 dollari quando quello dell’Ucraina sarebbe di soli 2.500 dollari pro capite. Questa incongruenza, introduce il sospetto che l’economia ucraina non sia riportata con i criteri ufficiali dell’Occidente, che sia riportata una parte, un 25-30 % di quella complessiva. Il che fa pensare che gli scambi economici siano per il 70 % “off the records“, una economia con documentazione nulla, niente fatture, pagamenti in contanti, merci consegnate senza controllo e quindi anche con pagamenti incontrollati e incontrollabili tipici di un’economia sommersa. I dati sulla popolazione: a inizio 2025 si stima[5] che la popolazione ucraina fosse di 39-39,5 milioni di persone di “nazionalità” ucraina, senza appurare se siano residenti nel Paese o meno, varie altre fonti indicano circa 6,8 milioni di rifugiati ucraini nel mondo, di cui 6,1 milioni in Europa[6]. Anche qui i numeri non tornano: nei cinque Paesi principali UE ci sarebbero solo 2,5 milioni di rifugiati. E gli altri dove sono andati? Forse che 4 milioni di ucraini russofoni si siano rifugiati in Russia? Ora è ragionevole ritenere che la popolazione ucraina residente sia oggi attorno ai 30 milioni. Una situazione confusa che non promette bene sulla pratica di ingresso dell’Ucraina nella UE, come viene assicurato dai vertici di Bruxelles. Non sembra facile l’adesione alla UE di un Paese dove la maggior parte dell’economia è “sommersa“, perchè passare a una economia ufficiale, con fatture, IVA, contabilità, etc… crea un trauma economico nella popolazione e potrebbe essere una situazione destabilizzante negli scambi con i Paesi UE. In quanto alla ricostruzione del Paese, dopo una pace o un armistizio tipo coreano, o qualsiasi altra soluzione, nascono forti dubbi sulla capacità complessiva di forza lavoro per la ricostruzione, per via dei pochi ucraini residenti nel paese. Sembra molto difficile che i rifugiati ucraini nei paesi UE, dove godono di sovvenzioni e welfare, vogliano ritornare nel paese natio, senza garanzie, con redditi di lavoro inferiori, senza il welfare di cui godono oggi. Per non parlare della rendicontazione dei futuri aiuti, che appaiono sempre di più come “donazioni” a fondo perduto, con destinatari ignoti.
Fabrizio Gonni
Ingegnere, componente dell’Istituto Studi Politici Giorgio Galli
[1] Versione consolidata del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea – PARTE TERZA: POLITICHE DELL’UNIONE E AZIONI INTERNE – TITOLO VIII: POLITICA ECONOMICA E MONETARIA – Capo 1: Politica economica – Articolo 122 (ex articolo 100 del TCE)-Gazzetta ufficiale n. 115 del 09/05/2008 pag. 0098
Articolo 122 (ex articolo 100 del TCE)
- Fatta salva ogni altra procedura prevista dai trattati, il Consiglio, su proposta della Commissione, può decidere, in uno spirito di solidarietà tra Stati membri, le misure adeguate alla situazione economica, in particolare qualora sorgano gravi difficoltà nell’approvvigionamento di determinati prodotti, in particolare nel settore dell’energia.
- Qualora uno Stato membro si trovi in difficoltà o sia seriamente minacciato da gravi difficoltà a causa di calamità naturali o di circostanze eccezionali che sfuggono al suo controllo, il Consiglio, su proposta della Commissione, può concedere a determinate condizioni un’assistenza finanziaria dell’Unione allo Stato membro interessato. Il presidente del Consiglio informa il Parlamento europeo in merito alla decisione presa.
[2] Fonti: migrantesonline.it, it.tradingeconomics.com, infomrcatiesteri.it, ceicdata.com, worldbank.com, populationpyramid.net, infomercatiesteri.it, truenumbers.it, ifcmarkets.com, META AI, ChatGPT
[3] L’App di AI fornisce una panoramica degli stipendi medi in Ucraina:
– Grandi aziende (250+ dipendenti): 710€
– Società medie (fino a 250 dipendenti): 560€
– Piccole aziende (fino a 100 dipendenti): 460€
– Micro imprese (fino a 15 dipendenti): 310€
– Sfera pubblica: 410€
Con alcuni esempi di stipendi medi per professione:
– Medico: 880€
– Insegnante: 280-650€
– Sviluppatore IT: 390-940€
– Contabile: 420-820€
Da notare la retribuzione alta di uno sviluppatore IT, dovuta, forse, allo sviluppo militare, principalmente dei sistemi di guida di droni e della loro progettazione.
[4] Il PIL pro capite del Montenegro è stato di circa 8500 dollari USA nel 2024, con un aumento rispetto ai 8000 dollari USA del 2023. Questo dato rappresenta il prodotto interno lordo del paese diviso per la sua popolazione. Ecco alcuni dati aggiuntivi sul PIL del Montenegro:
– Crescita economica (2025): 3,488% rispetto all’anno precedente
– PIL nominale (2025): 8 miliardi di dollari USA
– Previsioni per il 2025: PIL pro capite di circa 8.500 dollari USA
Si ricorda che l’Italia ha un PIL pro capite di quasi 40.000 €, il Portogallo di circa 29.000 € di PIL pro capite.
[5] Nel 2022 si stimava la popolazione ucraina in 41 milioni, in calo dai 52 milioni di abitanti del 1991, anno della indipendenza. Si crede che ciò sia stato causato dalla emigrazione, bassa natalità e alto tasso di mortalità. E questo sembra un dato consolidato.
[6] I paesi con il maggior numero di rifugiati ucraini sarebbero, secondo la stessa fonte :
– Germania: oltre 1 milione
– Polonia: poco meno di 1 milione
– Spagna: quasi 210.000
– Italia: 165.000
– Francia: 61.000
Sappiamo benissimo che la UE è un organismo sovranazionale, un terreno ibrido, ove prevalgono gli interessi degli oligarchi europei su quelli dei popoli. Le forzature ipocrite dei regolamenti vengono applicate fuori il contesto normativo della stessa UE, per appoggiare qualsiasi iniziativa della Commissione. È proprio vero quello che dice Trump: “noi Occidentali abbiamo creato il diritto internazionale a nostro uso e consumo, e pretendiamo che venga applicato universalmente a tutti i popoli”. Rimane in Europa il retaggio coloniale e aumenta la diffidenza sulla lealtà dell’Europa. A prescindere di chi siano i soldi in questione, rimane il fatto che le regole della UE non sono basate sulla certezza del diritto, che essa stessa si è data, ma sulla confisca dei soldi depositati per un uso strumentale. Il mondo ci guarda e comprende che siamo inaffidabili e questo pregiudica il nostro futuro.