Ha incuriosito il recente viaggio del direttore della CIA a Mosca. Ratcliffe avrebbe sondato la possibilità di trattative [1] dirette tra Russia e Ucraina per un piano di pace, ma con un governo senza Zelensky. In Iran l’opzione nucleare appare sempre tra le possibili, visto che né bombardamenti né sanzioni sembrano efficaci. È improbabile che Trump voglia usare l’opzione nucleare, ma Netanyahu sa manipolare Trump a suo favore. Con le elezioni israeliane nel 27 ottobre 2026 alle porte, è probabile che Netanyahu spinga Trump a colpire il sito del programma nucleare iraniano, il Kuh-e Kolang Gaz La. La giustificazione sarà una “risposta proporzionale all’uso di armi di distruzione di massa“, come deterrente o legittima difesa. Non si tratterebbe solo di un attacco chirurgico a una montagna, nell’intento di farla crollare e franare, ma di un’azione che potrebbe innescare una catena di conseguenze geopolitiche ed economiche più gravi di Bretton Woods del 1971. La questione è come il sistema globale potrebbe collassare sotto il peso di questa nuova realtà. Israele si attirerà contro il pianeta intero. L’Iran ha già dichiarato che bloccherà lo Stretto di Hormuz se le sue infrastrutture energetiche saranno colpite. Non è un bluff. L’Iran ha annunciato che qualsiasi presenza americana sarà “completamente distrutta” e che le infrastrutture energetiche delle nazioni ospitanti basi USA diventeranno bersagli “legittimi”. Questo bloccherebbe i flussi di petrolio, con il prezzo del greggio che potrebbe raggiungere i 200 dollari entro il 2028.
L’attacco comprometterebbe anche le infrastrutture idriche, gli impianti di desalinizzazione sia in Iran che in Bahrein (questione più grave di qualsiasi obiettivo militare). L’Iran sta già affrontando un severo razionamento economico e dell’acqua. Di fronte a una minaccia nucleare l’Iran non svilupperà una bomba da zero, ne chiederà una al Pakistan, alla Russia, alla Corea del Nord e riuscirà a ottenerla. Questa è la variabile critica. Gli “esperti” considerano l’Iran un attore razionale nel senso convenzionale del termine. Non capiscono che, quando un paese è allo stremo per fame e siccità, il calcolo del rischio cambia radicalmente. Non si può negoziare con chi è in grave pericolo, disponibile a tutto, a comprare bombe nucleari da chi le ha già, che svilupparle ex novo.
La teoria del domino nucleare e della vera reazione a catena.
La rappresaglia iraniana sarà solo la prima ondata di una reazione a catena. La vera catastrofe sarà la proliferazione nucleare che ne conseguirà. Forse la missione urgente di Ratcliffe a Mosca aveva anche altre motivazioni oltre la trattativa Russia-Ucraina. Se Netanyahu dovesse dare il via all’attacco con bombe atomiche tattiche, Russia e Cina – che hanno già condannato le azioni congiunte USA-Israele definendole “aggressioni militari non provocate” e violazioni del diritto internazionale – si stanno coordinando per portare la questione davanti al Consiglio di Sicurezza dell’ONU. Forse Trump non farà ricorso alle armi nucleari; si limiterà a chiudere un occhio di fronte alle azioni di Netanyahu. Il Ministro russo Lavrov ha affermato che la conseguenza logica di questo attacco sarà l’obbligo per l’Iran di dotarsi di una bomba nucleare. Ha inoltre avvertito che anche le nazioni arabe si uniranno alla corsa agli armamenti nucleari. L’impiego di una sola arma nucleare spalancherebbe le porte a una guerra[2] nucleare su vasta scala. Chi crede che l’Iran non possa rispondere in modo significativo non comprende la guerra asimmetrica. La risposta dell’Iran non sarà una replica speculare dell’attacco israeliano; sarà concepita per far crollare l’economia globale, trasformando il tutto in una guerra all’ultimo sangue tra Iran e Israele. Gli Stati Uniti diranno di non aver partecipato all’attacco, ma restano il principale alleato di Israele. Verranno trascinati in un conflitto più ampio non solo per difendere Israele ed evitare il collasso totale della catena petrolifera globale, ma anche per salvare le proprie basi in Medio Oriente. Israele farà pressioni frenetiche sul Congresso per mantenere il sostegno ricevuto. E comunque sarebbe la fine delle relazioni con Cina e Russia.
Finirebbe però anche il regime di non proliferazione nucleare. Lavrov ha giustamente sottolineato che gli Stati Uniti non attaccano le nazioni dotate di armi nucleari. La lezione che il mondo imparerà è semplice: l’unico modo per sopravvivere è dotarsi del deterrente delle bombe atomiche. Arabia Saudita, Egitto e Turchia inizieranno a perseguire capacità nucleari proprie. Gli Stati Uniti affronteranno una nuova guerra in Medio Oriente – non per la democrazia, ma per la sopravvivenza – contro un nemico ormai in grado di minacciare in modo credibile i loro alleati con una risposta nucleare.
Le conseguenze economiche oscureranno il conflitto geopolitico.
Il mondo ha un debito sovrano globale di 400.000 miliardi di dollari (tre volte il PIL mondiale) e un sistema bancario fragile che potrebbe causare il collasso dell’intero sistema. Dopo l’uso di armi nucleari, anche tattiche, la fiducia dei cittadini nell’attuale sistema svanirà. Sarà la fine del mercato dei Titoli di Debito degli Stati, delle obbligazioni e della fiducia negli Stati e nel loro Debito Pubblico. Tutta carta straccia o meglio, visto che non si stampano più, contratti di titoli da buttare cancellando dei file, delle stringhe di numeri, molto ecologico e poco inquinante. L’Occidente si regge su un enorme “schema Ponzi” basato sul finanziamento in deficit. Le grandi istituzioni di molti Paesi smetteranno di acquistare i Titoli di debito occidentali, e venderanno in massa le loro riserve. Quando la fiducia[3] nella moneta cartacea e nella stabilità dei governi svanirà, l’oro tornerà a ricoprire il suo ruolo storico di moneta neutrale e liquida. Con l’evolversi della crisi, l’oro potrebbe raggiungere almeno gli 8.000 dollari l’oncia e l’argento i 150 dollari l’oncia. Il sistema Europa subirà conseguenze devastanti. Le carenze strutturali dell’Unione Europea, unite alla dipendenza energetica e a una politica estera errata, la trasformeranno nell’epicentro del collasso finanziario. Gli Stati Uniti potrebbero resistere più a lungo, ma si troveranno a combattere su più fronti, sia in ambito militare che finanziario. Sarebbe la fine del sistema finanziario attuale, con un reset di proporzioni storiche. Anche solo l’idea dell’uso di un’arma nucleare, senza capire che innescherebbe una spirale perversa, sia geopolitica che economica, è un grave pericolo per tutti.
Fabrizio Gonni
ingegnere, MBA Bocconi, componente dell’Istituto Studi Politici Giorgio Galli
[1] Ipotesi di un generale USA – in pensione – su YouTube. Se vera, il rischio di un’escalation atomica contro l’Ucraina diminuirebbe notevolmente. Inoltre, i 27 miliardi di euro mancanti alla Ucraina per pagare stipendi ai militari e impiegati potrebbero portare a un accordo di trattativa entro ottobre o novembre 2026.
[2] La Cina, d’altra parte, ha chiesto l’immediata cessazione delle operazioni militari, affermando che l’uso della forza “comporterà nuovi problemi e gravi conseguenze a lungo termine“. Il destino del mondo intero è oggi nelle mani di due personaggi: Netanyahu e Zelensky, entrambi consumati dal proprio odio etnico.
[3] Sarà una crisi del debito sovrano di tale portata, nella migliore delle ipotesi, da costringere le banche centrali ad alzare i tassi di interesse a livelli che renderanno impossibile il rifinanziamento, spingendo l’economia globale verso una depressione. Nella peggiore, il sistema monetario globale sarà in parte azzerato e in parte sconvolto con la fuga verso i beni rifugio, come l’oro.
Riferimenti:
Putin boccia piano Zelensky – a Mosca il Capo CIA –Ansa .it 26/08/25
La piazza si rivolta a Zelensky https://tg.la7.it/esteri/ucraina-proteste-zelensky-rimozione-ministro-difesa-video-16-07-2026-259878
Secondo il Ministro della Difesa, Evhen Khmara, il settore militare sta affrontando una carenza di finanziamenti pari a 27 miliardi di dollari.
Agenzia Nova : Ucraina: Zelensky, deficit di bilancio ministero Difesa ammonta a 23 miliardi di euro
Kiev, 23 ago 11:13 – (Agenzia Nova) – Il deficit di bilancio del ministero della Difesa ucraino ammonta attualmente a 27 miliardi di dollari (oltre 23 miliardi di euro
Will Trump Nuke Iran ? Private blog Socrates . september 2, 2026
Iran’s nuclear Program : what we know and why Israel ….YouTube Geopop
Guerra, ultime notizie. Prezzi petrolio su dopo raid Usa-Iran .
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https://www.ilsole24ore.com › Mondo
Tgcom24: Iran, Netanyahu: “La caduta del regime di Teheran è alla nostra portata, non sfidateci”