In ricordo di Giorgio Galli

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Oggi a Milano (ore 14,45 alla Chiesa di San Marco) si svolgeranno le esequie di Giorgio Galli, mancato il 27 pomeriggio a Camogli, a 92 anni. E’ stato uno dei più intelligenti osservatori della vita politica italiana per numerosi  decenni: famosa e molto seguita la sua rubrica su Panorama, molto prolifico con libri e interviste, interventi coerenti e precisi. E’ stato il Professore per più generazioni di laureati alla Statale di Milano e il Maestro della politica che ha saputo dialogare con la sinistra, nelle sue varie anime, con il centro e con i democristiani (sua vera specialità), comprendendo anche le ragioni delle varie destre.

Giorgio sarà sempre la nostra Guida

Giorgio Galli non è più tra noi, ma sarà sempre con noi. Tutti noi interessati  alla storia, ma soprattutto le giovani generazioni che condividono questa passione, non potremo mai non piangere la scomparsa di questo ineguagliabile maestro, ucciso da un infarto all’età di 92 anni nella sua casa sul mare di Camogli, dove si era ritirato con l’amata moglie, i suoi libri, il suo favoloso archivio, fonte inesauribile di notizie e “segreti” che gli avrebbero consentito di realizzare sempre nuovi ed affascinanti scritti. Forse ancora sul nazismo e sul suo fondatore, un evento storico e un personaggio di cui Galli rimane il principale ed ineguagliabile studioso.

Sia ben chiaro: nessuna simpatia per il nazismo, ma la necessità di capire, e spiegare alle giovani generazioni, il mistero che ha sempre circondato (e continuerà ancora per molto tempo a circondare) il successo e l’attrazione che il nazismo ha esercitato su più di una generazione. Non per nulla, fu lui a creare la definizione di “nazismo magico”, che troviamo nel titolo di uno dei suoi best sellers (“Hitler e il nazismo magico”), pubblicato nel 1989. Come ha scritto Luca Gallesi ricordando Galli su “Il Giornale”, le sue indagini sui rapporti tra lo strapotere hitleriano e la magia «fecero storcere il naso all’accademia, che non vedeva di buon occhio l’indipendenza intraprendente di un professore (Galli era docente di Storia delle Dottrine Politiche all’Università di Milano; n.d.a.) che firmava una rubrica politica sul settimanale “Panorama” e una dedicata all’esoterismo sul mensile “Astra”».

Storico sì, e tra i più preparati, ma anche politologo di ineguagliabile capacità interpretativa, come dimostrano i suoi libri (e ci limitiamo a ricordare quelli più diffusi e più commentati) come  «Il bipartitismo imperfetto. Comunisti e democristiani in Italia» (1966), «I partiti politici in Italia» (1975), «Storia della DC» (1978), «Storia del partito armato» (1986), «Il capitalismo assistenziale» (1977, con Alessandra Nannei), fino all’ultimo saggio «Il potere che sta conquistando il mondo», scritto con Mario Caligiuri la scorsa estate, dove denuncia la finanza che condiziona la politica. Fondamentale, per restare al settore della politologia, rimane «Ricostruire la democrazia», scritto nel 2012 con Daniele Vittorio Comero.

Inarrestabile autore, aveva di recente dato alle stampe libri di straordinario interesse come «Stalin e la Sinistra», rilettura della personalità e delle azioni del despota russo, a prescindere dalla sua facile e diffusa demonizzazione. Opera  che si ricollegava idealmente con uno dei libri più noti della sua prima giovinezza, «Storia del Partito Comunista Italiano», pubblicato nel 1953. Come ha scritto Antonio Carioti sul “Corriere della Sera” all’indomani della sua scomparsa, «Giorgio Galli riteneva che si dovessero studiare criticamente le vicende dei regimi totalitari per inserirle in un contesto storico più generale». Unico vero metodo per capire a fondo la storia.

Grazie, Giorgio. Speriamo di potere seguire sempre il tuo esempio.

Luciano Garibaldi, consigliere ISPIG


Una vita spesa a capire la politica

Non si è mai fatto fuorviare più di tanto da condizionamenti ideologici, spaziando da sinistra a destra. Ha affinato l’elaborazione del suo pensiero nella produzione di scritti, documentati e con analisi disincantate puntualmente confermate dai successivi fatti. In  Affari di Stato del 1991 aveva dipinto un affresco della corruzione, dei misteri e degli scandali che hanno costituito la “storia sotterranea”  dei partiti politici e della società. In contemporanea ha coltivato, quasi in esclusiva nel mondo accedemico, il campo di ricerca su politica e magia, politici e maghi, che aveva avuto inizio dagli studi sul nazismo con la fortunata pubblicazione del libro Hitler e il nazismo magico, con svariate edizioni e revisioni nel corso di trent’anni. Anche l’altro libro uscito per i tipi di Rizzoli nel 1995 La Politica e i Maghi, con sottotitolo dedicato a Clinton ha avuto notevole successo. In ultimo con Storia d’Italia tra imprevisto e previsioni, ed. Mimesis, ha svolto un bilancio. Nel Il Golpe invisibile – Kaos Edizioni, 2015 – spiega la degenerazione italiana, riassunta  nel passaggio di potere dalla classe imprenditoriale alla borghesia finanziario-speculativa. Questi ceti burocratici parassitari, secondo Giorgio, hanno avviato un processo che può vanificare lo stato di diritto. Infatti, oggi stiamo assistendo a questo diluvio di decreti e dpcm, che dobbiamo consultare per uscire di casa. Quella di Giorgio Galli è stata una vita vissuta intensamente fino all’ultimo giorno, senza mai mollare, sempre attivo su progetti nuovi, idee di studio per il miglioramento della società, con eleganza e sobrietà. Giorgio Galli è stato ed è tuttora un esempio per tutti, di tenacia e forza di spirito. A chi si meravigliava di tanta energia aveva risposto così: “L’energia mi deriva da una vita fortunata, nel contesto di un’ Italia (anni Cinquanta e Sessanta) che dopo i traumi del fascismo, della sconfitta e della guerra civile valorizzava la volontà di ripresa e la meritocrazia (della quale oggi si parla a sproposito). Le scienze sociali  mi hanno aiutato nel processo di formazione. Avevo vissuto a Milano, da ragazzo, il terribile inverno 1944 e sembrava impossibile che pochi anni dopo si sarebbe parlato di “miracolo italiano” per il dinamismo economico. Così come, ne parlo nei miei libri, nel 1858 era imprevedibile l’unità italiana nel giro di un triennio. Dalle scienze sociali ho imparato le possibilità previsionali, ma anche il tener conto dell’imprevisto, di fattori ipotizzabili, ma imponderabili. Non il caso e non la necessità, ma probabilità, maggiori o minori. Per l’Italia: o il rassegnato impoverimento (più  probabile), oppure la percezione dell’impoverimento (la Fiat in Usa, la Pirelli ai cinesi)…”.

Profetico, i fatti gli hanno dato ancora una volta ragione. Socialista di formazione culturale, aveva iniziato a lavorare all’ENI di Mattei, quando raccoglieva i più brillanti laureati per la sua squadra. Laureato in giurisprudenza si era subito dedicato allo studio della politica favorito da quell’incarico. Scrive un libro sulla storia del Pci, poi sulla sinistra democristiana, allora fucina dei “migliori” della Dc. La battaglia politica è sempre stata misurata con i voti, per cui si è interessato alle elezioni e a tutti i meccanismi connessi. Nei primi anni sessanta un colpo di fortuna lo porta a Bologna e a dirigere il Mulino e l’Istituto Cattaneo, che aveva avuto una donazione cospicua per svolgere una innovativa ricerca sul comportamento elettorale in Italia. Un progetto complesso e ambizioso, guidato anche da Giovanni Sartori, che ha fatto da fucina ad una scuola bolognese che ha poi gestito, con Andreatta, Prodi e Parisi, un pezzo della futura politica italiana. La ricerca è stata pubblicata in numerosi volumi, con l’utilizzo per la prima volta di tecniche di analisi statistiche avanzate  favorite dall’impiego di calcolatori. L’estratto della ricerca è stato pubblicato da Giorgio Galli per Il Mulino nel 1966 con il titolo “Il bipartitismo imperfetto”. Ebbe subito una risonanza incredibile per l’efficacia del titolo, che riassumeva in due parole la monumentale ricerca. Questa capacità di sintesi l’ha mantenuta sino alla fine, come testimoniano i suoi libri e gli interventi pubblicati su questo sito, esercitandola con maestria. Negli anni settanta rientra a Milano, docente di storia delle dottrine politiche all’Università Statale, assumendo anche per un anno la presidenza della Società Umanitaria e poi la direzione dell’Istituto Lombardo per gli Studi Filosofici e Giuridici collegato con l’Istituto Filosofico Italiano di Napoli fino al 2017, quando ha lasciato a me il compito di liquidare e chiudere la Fondazione per iniziare questo progetto.

La prima volta ci siamo incrociati a Napoli nel 1988 ad un convegno della SISE, società di studi elettorali, della era presidente in quel periodo, da lì è nata una collaborazione insolita  durata oltre trent’anni, complementare tra uno storico accademico e uno statistico pubblico, come responsabile dell’Osservatorio Elettorale della Provincia di Milano, con alcuni libri ideati e scritti insieme:

Partiti storici e nuove formazioni, nel 1992,  Milano al Voto nel 1999, Stella e Corona nel 2011, Ricostruire la Democrazia nel 2012, L’Urna di Pandora delle Riforme nel 2014

e numerosi convegni su temi di analisi politica e elettorale organizzati a Palazzo Isimbardi, sede della Provincia di Milano.  Condividevamo anche la curiosità verso l’esoterismo nelle varie sfumature presenti in politica.

L’ultima impegnativa sfida è stata quella della costituzione e avvio dell’ISPIG, l’Istituto di Studi Politici diretto e presieduto da Giorgio, nel 2018. Voleva che si proseguisse nelle sue ricerche, che si superasse il conformismo accademico, per questo ha scritto tra gli obiettivi da perseguire nello statuto dell’Istituto le sue ultime idee.

Un lascito importante e un impegno morale per tutti.

Daniele Vittorio Comero

(vice presidente ISPIG)


Foto: in copertina, Giorgio Galli a febbraio 2020 durante un seminario in Istituto a Milano.

qui sotto, da sinistra: D.Comero, F.Besostri, Giorgio Gali e A. Agosta, al convegno dedicato ad una proposta di legge elettorale in Umanitaria, giugno 2017.

Nella foto qui sotto, ottobre 1993, Palazzo Isimbardi, a Milano ad un convegno sul “Mattarellum”, presente anche il presidente Mattarella, allora relatore della nuova legge elettorale che sarebbe stata applicata per la prima volta nel marzo del ’94

Giorgio Galli (Milano, 10 febbraio 1928 – Camogli, 27 dicembre 2020)

Storico e saggista, già docente di Storia delle dottrine politiche presso l’Università degli Studi di Milano, è stato uno dei massimi politologi italiani. Già Presidente dell’Umanitaria (1978) e direttore del Mulino.Tra le sue opere: Hitler e il nazismo magico (Rizzoli 1989), Storia dei partiti politici europei (Rizzoli 1990), Partiti politici italiani (1943-2004) (Rizzoli 1991), Mezzo secolo di Dc (Baldini Castoldi Dalai 2004), Esoterismo e politica (Rubbettino 2010), L’impero antimoderno (Bietti 2013), Il golpe invisibile (Kaos 2015). Presidente dell’ISPIG -Istituto di Studi Politici dal 2018.

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