Giorno del Ricordo 2021

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Il Giorno del Ricordo1 è dedicato alla tragedia del Confine orientale. Ora buona parte degli Esuli, per ragioni fisiologiche, sono rimasti in pochi. A continuare il Ricordo di quella brutta pagina della storia, con l’esodo di 350 mila giuliano-dalmati sparsi non solo in Italia ma in tutto il mondo, sono i loro discendenti e i molti, compresa la Repubblica italiana, che hanno compreso quanto accaduto.

Alla fine del secondo conflitto mondiale le truppe del maresciallo Tito, IX Corpus sloveno, si lanciarono nell’occupazione di Trieste e di parte del confine orientale: terrorizzarono e uccisero molti civili, gettandoli nelle foibe. La tragedia, sottaciuta per decenni e volutamente dimenticata, pian piano ha cominciato a riemergere negli anni ottanta e novanta. Licia Cossetto, scomparsa nel 2013, è stata la valorosa porta bandiera delle vittime, reclamando il giusto riconoscimento, compreso il risarcimento dell’enorme danno subito, con il frettoloso abbandono di tutti i beni materiali, delle case e delle attività economiche.

La prima parte della tragedia delle foibe ebbe luogo, dopo l’armistizio, settembre 1943, approfittando dello sbandamento dello Stato italiano in Istria. Il caso emblematico è quello di Norma Cossetto, sorella maggiore di Licia, laureanda ventitreenne, violentata da 17 aguzzini e gettata, insieme ad altri sventurati, agonizzante nella foiba di villa Surani, località ora in Croazia.

Le uccisioni e le prevaricazioni andarono ben oltre la fine della guerra in Istria, Venezia Giulia, Dalmazia dove furono operati migliaia di arresti arbitrari da parte dell’OZNA, la polizia segreta jugoslava, voluti dal capo comunista Josip Broz detto Tito e tollerata da tutte le potenze vincitrici al tavolo della pace.

Il giorno del Ricordo, insieme a quello della Memoria che ricade il 27 gennaio, è commemorato il 10 febbraio. Nel febbraio del 2006 il presidente Ciampi, aveva conferito la prima medaglia d’oro al valor civile ai famigliari delle vittime (nella foto in evidenza a inizio articolo il presidente con Licia Cossetto al Quirinale, mentre conferisce la medaglia d’oro in memoria di Norma); nel 2007 il presidente Napolitano, nel suo discorso d’apertura, parlò di “vittime dell’odio e di una furia sanguinaria”; il presidente Mattarella nel 2020 ha definito le foibe “sciagura nazionale e deprecabile il negazionismo e soprattutto l’indifferenza che ne segue”.

La strada per la verità è ancora in gran parte da percorrere, perché ogni anno nel Giorno del Ricordo si assistono ad atti vandalici ai danni di simboli e luoghi che ricordano quella tragedia; la Pace non sta all’interno di alcuna ideologia ma nel cuore degli uomini che la scelgono attraverso la giustizia, cominciando a fare il nome di coloro che a quei tempi furono dei veri e propri carnefici, ricordati coi loro profili nel libro2  “Dopo la guerra c’è solo la pace” di Rossana Mondoni e Luciano Garibaldi.

I manuali di storia sull’argomento sono ancora molto evasivi, a volte reticenti. Qualcosa è stato aggiunto senza cambiare l’impostazione complessiva, come se le “foibe” fossero state un incidente, un episodio come tanti altri. Giampaolo Pansa ha dimostrato nei suoi libri che non è stato così. I libri di storia scritti per i nostri ragazzi devono riportare almeno qualche brandello di verità storica, senza verità non c’è pace, senza pace non è possibile alcuna evoluzione della nostra società. Il rancore distrugge la fiducia nelle istituzioni.

1Istituita dalla legge n.92 del 2004,

2 Ed. Solfanelli, 2021.

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Intervento alla trasmissione Pane al Pane- Radio Lombardia

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